Il Museo gli Orsanti nasce originariamente a Compiano, nella Chiesa sconsacrata di San Rocco. Raccoglie testimonianze della vita degli Orsanti, uomini coraggiosi, artisti musicanti e ammaestratori di animali che portarono in giro per il mondo, nelle vie e nelle piazze i propri spettacoli.
L’immagine che si presenta al visitatore è sorprendente, quasi onirica: grandi orsi di cartapesta, insoliti strumenti musicali, costumi di scena, stampe d’epoca, dipinti, documenti e oggetti di vita quotidiana narrano la storia di uomini, partiti da Compiano, presumibilmente già nel XVIII secolo, che hanno vissuto una vita avventurosa errando per terre lontane.
Il Museo è stato fondato nel 2001 da Maria Teresa Alpi, un personaggio eclettico, artista per eccellenza. E’ stata stilista di borse per il mercato europeo firmandosi Donna Esa, poi scenografa, pittrice, burattinaia e museografa.
Grazie alla passione e determinazione di Maria Teresa Alpi, esiste ora un patrimonio dal valore inestimabile, unico nel suo genere, strettamente legato alla realtà dell’emigrazione e a tematiche come la condivisione, la tolleranza, le contaminazioni, la creatività, le tradizioni.
CHI SONO GLI ORSANTI?
Gli Orsanti non sono un’invenzione narrativa. L’emigrazione girovaga è un fenomeno realmente esistito nelle zone dell’Appennino parmense, e ha radici remote. Accattonaggio, commercio ambulante, lavori campestri e forestali, filatura, spettacoli di strada con animali – appunto di Orsanti e Scimmmiari – o con esibizioni musicali, furono alcune delle attività con cui gli abitanti delle zone appenniniche cercarono di affrontare, tra il Settecento e l’Ottocento, il difficile problema della sopravvivenza.
Una volta giunti in un luogo sufficientemente esposto al transito di persone, allestivano il proprio palco per lo spettacolo. Fra tutti gli animali, scimmie, pappagalli o cammelli che le compagnie di Orsanti addestravano per le proprie esibizioni, il pezzo forte era l’orso, il cui peso poteva raggiungere i 350 chili e, una volta alzato sulle due zampe posteriori, i due metri d’altezza.
Gli Orsanti, uomini che portano scritto nel loro nome quello di un animale, uniscono infatti l’idea di coraggio e forza del plantigrado a quella di rifiuto della società della sussistenza da cui provengono.
Il Museo gli Orsanti rappresenta una meta speciale per rivivere un passato che ci accomuna tutti.
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