Se l’intero borgo arquatese gode di un’ambientazione assai scenografica, la Rocca è certamente la costruzione più grandiosa e solenne che appare al visitatore. Chissà se Rainerio Sacco, Guglielmo Fabrica e Pierino Sterminito immaginavani che il loro lavoro avrebbe sfidato i secoli e riempito di stupore e ammirazione chi oggi visita Castell’Arquato, sia quando riconosce le sue torri, ben visibili già da lontano, sia quando approda nell’ampia e antica piazza salendo la via di ciottoli, detta “della Solata”.
Alla fine del cammino il fortilizio, di proporzioni straordinarie, svetta sulla Val d’Arda come un rosso gigante, quasi tutto in mattoni a vista,cinto da un largo fossato e sormontato da merli a coda di rondine.
Cenni Storici
La sua fabricazione ebbe inizio nel 1342, sui ruderi di una base difensiva preesistente (probabilmente un castrum romano del III secolo) per iniziativa del Comune di Piacenza e ad opera di Obertino da Domezzano. Non è un castello-residenza, la Rocca è un edificio esclusivamente bellico. Quando fu edificata, sotto Luchino Visconti, tra il 1342 e il 1347, si dovette inserirla in un contesto urbanistico già definito dalla chiesa e dal palazzo del Podestà. E’ per questo che presenta un inconsueta forma a L. In origine la Rocca aveva tre ingressi muniti di ponte levatoio. L’unico accesso attuale è posto alla base del mastio, sul lato che fronteggia la piazza: è un ponte in muratura, realizzato con materiale “di antica data” per oltrepassare il largo fossato che cinge la Rocca. Ha sostituito l’antico ponte levatoio, di cui sono ancora visibili gli alloggiamenti dei “bolzoni”, cioè il sistema di travi e catene per manovrarlo.Le cronache attestano l’utilizzo della Rocca come carcere, a partire dal 1627, ma non è certo se tale destinazione d’uso sia stata mantenuta continuativamente fino il 1961, anno in cui fu decisa la chiusura del carcere mandamentarle.
I più recenti interventi di restauro, attuati nel decenio 1994-2003, hanno portato all’apertura in quattro sale dell’edificio del Museo di vita medievale (in riordino). Oltre ad esso, la Rocca, che non custodisce arredi antichi, merita la vista perchè dalla sua sommità si può provare il piacere impareggiabile di una vista mozzafiato sull’intera valle dell’Arda: dalla pianura alla catena delle Alpi innevate a nord, fino al crinale appenninico a sud, verso il mare.



