I sei edifici che compongono il compendio del Castello di Zena hanno diversa origine e sono stati destinati nel tempo a funzioni diverse. L’edificio principale, il vero e proprio castello, è il più antico e più consistente.
Davanti a questo, collocati simmetricamente, abbiamo la Ferraria, con uno stallino, probabilmente destinato in origine a servizi per l’attività agricola, e Casa Scotti, con una casetta di servizio, con tutta probabilità destinato a residenza secondaria.
Sul retro del castello è collocato l’ultimo edificio, un vecchio mulino, ancora dotato dei suoi apparati tecnici.
Il corpo centrale, il vero e proprio castello, è a pianta quadrata, privo di un lato (evidentemente distrutto), con una corte interna e circondato da un vallo corrispondente all’antico fossato.
Il castello ha un piano seminterrato, due piani ed un sottotetto, per una superficie complessiva netta di 2.470 mq.
Diversi interventi di restauro in passato hanno consentito l’uso dell’intero castello, il quale ospita, fra l’altro, arredi, suppellettili e opere d’arte di varie epoche.
Cenni Storici
Non si conosce la data della fondazione del castello di Zena, benché sia probabile che parti della cantina risalgano all’epoca romana.
Le prime notizie sulle sue vicende storiche risalgono al XIII secolo e da allora esso è passato attraverso molti avvenimenti e diverse proprietà, fino a quella attuale (famiglia Perotti), che risale alla metà dell’800.
Le prime notizie relative alle vicende storiche del castello di Zena, sulle quali sono imminenti nuovi approfondimenti (documenti d’archivio e cronache piacentine), risalgono al 1216.
In questo anno risulta che, durante una marcia di avvicinamento a Pontenure, fanti e cavalieri distrussero il castello o parte di esso.
A questo fatto potrebbe essere ricondotto il ritrovamento in alcuni ambienti di affreschi bruciati risalenti a quel periodo.
Si ha poi notizia di una guerra condotta dalla Chiesa contro i Visconti nel1373, anno in cui il castello venne conquistato da Francesco Confalonieri.
Costui scacciò il precedente proprietario Leonardo Dolzani, al quale era stato donato dal Duca di Milano.
Altri riferimenti certi sono il 1494, quando, dopo altri cambiamenti di proprietà, il castello fu acquistato da Francesco Sforza di Santa Fiora, ed il 1531, quando divenne residenza di Costanza del Carretto (Madama la Grande), vedova di Galeazzo Sanseverino.
Da lei il maniero passò al nipote Gilberto Sanvitale, il quale, come ricordano documenti d’archivio, vi entrò “levando e abasciando il ponte levatoio e la ponticella di detto castello, aprendo e chiudendo le porte del fortilizio stesso e camminando in esso”.
Il ponte levatoio fu poi sostituito con un manufatto fisso e sostenuto da arcate alla fine del ‘700.
Nel 1702 il duca Francesco Farnese donò il feudo di Zena ai fratelli Pier Francesco e Giuseppe Anviti.
Ciò avvenne perchè Pier Francesco aveva esercitato con competenza e fedeltà l’incarico di segretario presso diversi principi di Casa Farnese, seguendoli in diverse corti europee, mentre Giuseppe aveva magistralmente ordinato e diretto l’archivio pubblico e segreto della Camera Ducale.
L’ultimo maschio della famiglia Anviti fu il conte Luigi, colonnello dell’esercito di Carlo III di Borbone, che dopo l’annessione dei ducati di Parma e Piacenza allo Stato Piemontese fu arrestato, incarcerato e poi linciato dalla folla inferocita.
Fu un episodio terribile che suscitò l’ira di Massimo D’Azeglio, il quale ebbe dure parole nei confronti dei responsabili di questo delitto di Stato
Il castello passò alla famiglia degli attuali proprietari verso la metà dell’800, attraverso il parmigiano Luigi Allegri.
Informazioni Turistiche
Le caratteristiche del compendio del Castello di Zena suggeriscono la possibilità di destinare parte del complesso ad una serie di attività e di funzioni di grande rilievo culturale, sociale e comunicativo, rivolte ad un un’utenza molto ampia e diversificata.
