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Collegio Alberoni

Piacenza
Collegio Alberoni - Piacenza

Il Collegio Alberoni fu voluto dal cardinale Giulio Alberoni per accogliere i chierici poveri della diocesi di Piacenza.
Il sobrio e monumentale quadrilatero, sviluppato su tre piani con un grande cortile centrale, si affaccia sulla Via Emilia con una fronte priva di motivi ornamentali, ad eccezione delle incorniciature delle finestre, di elegante gusto rococò, in leggero aggetto. La facciata è condotta su di una linea unica con due corpi sporgenti ai lati; a destra sorge la chiesa con accanto il portone d’ingresso; il disimpegno dei tre piani avviene attraverso il grandioso scalone e mediante due scale secondarie poste sugli angoli nord-est e sud-est

La formazione alberoniana aveva come obiettivi una «santa educazione» e una «virtuosa direzione», per cui gli alunni dovevano dimostrare docilità, capacità realistica di ricavare il bene da tutto, rispetto per i beni del collegio, distacco dai secolari e capacità di spogliarsi dello spirito del mondo per rivestirsi di quello di Cristo.
L’ammissione al Collegio era a concorso. Il corso di studi era di 9 anni dopo gli studi umanistici, e comprendeva un triennio di filosofia, un triennio di teologia e uno di morale.

Il fervore illuministico permise di coltivare gli studi di matematica e fisica, di uscire dal chiuso della fisica aristotelica e di aprire ben attrezzati gabinetti scientifici. Nell’Alberoni entrò prestissimo la macchina, cioè il metodo della verifica sperimentale. Se l’apertura al progresso scientifico è una caratteristica saliente dell’insegnamento alberoniano, esso venne non come un dato acquisito, ma come una faticosa conquista.
All’Alberoni si ebbero generazioni di professori molto preparati. Una caratteristica del metodo alberoniano era appunto la libertà che i maestri lasciavano agli alunni nelle questioni disputate.
Per favorire l’approfondimento e l’assimilazione, le materie di scuola erano poche e molto unite fra loro.

L’opera educativa del collegio rimase nel tempo e, grazie alla continuità di direzione, è arrivata fino ai giorni nostri.

Cenni Storici

Il 13 luglio del 1732 papa Clemente XII Corsini emise la bolla di fondazione dell’Apostolico Collegio di San Lazzaro che Giulio Alberoni eresse, nel luogo del soppresso Ospedale, per l’istruzione di giovani ecclesiastici piacentini.

Già il 4 settembre 1732 il cardinale posò la prima pietra del Collegio. Durante il periodo delle Legazioni di Ravenna e di Bologna i lavori di rifinitura rallentarono, ma quando il cardinale tornò a Piacenza nella primavera del 1744 ripresero le attività, soprattutto per la chiesa di San Lazzaro, per la Biblioteca e per tutti gli infissi.

Era tutto praticamente completato quando, nel giugno del 1746, in piena guerra di successione austriaca, l’edificio venne quasi completamente distrutto: restarono in piedi l’ingresso, lo Scalone, la Biblioteca, la chiesa e la sagrestia. Nell’aprile del 1748, l’ottantaquattrenne prelato giunse a Piacenza e diede disposizioni per la ricostruzione dell’edificio, impiegando a ritmo serrato più di 100 operai. Nell’agosto 1751 il cardinale sottopose ad esame i chierici che chiedevano di entrare in Collegio, scegliendone 18 e fece stampare le 34 Leges del Collegio.

La vita della comunità religiosa presso il Collegio Alberoni ebbe inizio il giorno 28 novembre quando il cardinale ricevette nel suo palazzo di San Savino la prima Camerata degli alunni i quali, vestiti in divisa di collegiali, vennero poi mandati in carrozza dal Vescovo per la benedizione e infine in Collegio.

Nel 1739 erano già state pubblicate a Faenza dal padre gesuita Simon Maria Poggi le Memorie istoriche della Fondazione ed erezione del nuovo Collegio Ecclesiastico di San Lazzaro, ornate da grandi tavole incise a Roma da Francesco Mazzoni, illustranti la grandiosa costruzione in pianta ed in alzato.

Informazioni Turistiche

Al suo interno trova spazio la Galleria Alberoni che puoi scoprire cliccando qui

Info e Segnalazioni

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