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Villa Visconti o Palazzo di Tornora

Roveleto di Cadeo

Villa Visconti, oggi conosciuta come Castello/Palazzo di Tornora, è un grande complesso edilizio del Quattrocento, appartenente a un ramo della casata milanese dei Visconti, infeudati di Saliceto (frazione di Cadeo, Piacenza) nel 1477. Secondo uno studio locale, “il complesso è uno degli esempi più significativi di corte chiusa, con rustici annessi, comprendente l’oratorio”. Tra i motivi architettonici rilevanti: “l’archivolto d’ingresso soprastante le cortine laterali, reso più plastico dal motivo delle lesene; il timpano spezzato aggettante ed il motivo del bugnato a fasce alterne”.

La loggia, la parte più suggestiva, con quattro arcate, è ora inagibile e minacciate dalla crescita incontrollata di un glicine secolare. Il cortile interno, un tempo luogo di incontro e di festa, è ora del tutto inagibile, separato dall’esterno da una recinzione di fortuna. La villa è in totale abbandono da anni. Crepe vistose si sono aperte lungo il braccio laterale, direzione Piacenza, compromettendone la stabilità e l’agibilità. Un cartello di “pericolo” dissuade anche i più incauti dall’entrare nella villa. I pavimenti in cocco stanno crollando sotto il loro stesso peso. Dalle crepe esterne, si possono ammirare le antiche sale a volta, esposte alle intemperie e alla vegeteazione opprimente.

Cenni Storici

Nel 1466 Villa Visconti o Palazzo di Tornora apparteneva alla signoria degli Sforza che, dopo soli 10 anni, l’assegnarono, come anche Saliceto, alla nobile famiglia dei Visconti i cui discendenti ne mantennero a lungo le prerogative feudali (fino al 1700 circa).

Il “palazzo” di Saliceto, com’era definito negli estimi del periodo 1558-1576 il castello di Tornora , sarebbe stato costruito sulle mura di un preesistente fortilizio.

Da sempre ritenute, quelle poste a nord della strada romea (la via Emilia) nel comunello di Saliceto del comune di Ca’ Deo,  “terre feracissime” si andarono a caratterizzare la realizzazione medievale di fattorie e monasteri  fortificati tra cui lo erano anche Selvareggia, Marubbia, Zamberto e…Tornora.

Tornora-Casati giace sulla riva sinistra della Chiavenna, quasi in mezzo ai due comunelli Saliceto e Riglio (poco distante da Chiavenna Landi).

Nel 1835 Cadeo era il capoluogo del comune che si estendeva su una superfice di 3840 ettari circa di ottime terre pianeggianti e attraversate da numerosi corsi d’acqua, con la presenza di numerosissime risorgive,  e comprendeva i comunelli e parracchie di Fontanafredda, Ricetto, Roncaglia-Seccamelica, Tornora-Casati, Riglio, Saliceto in parte e Cadeo medesima.

Dunque Tornora, di origini veramente antiche, divenuta prima “fattoria-convento fortificato”…poi “palazzo” signorile di Saliceto,  nel 1835 era ancora molto importante.

Ubicato, tale comunello, nel comune di Cadeo alla sua estremità nord, passò per un certo periodo a Cortemaggiore insieme ad altre località minori della zona come lo dimostrerebbe la carta corografica  della prov. di Piacenza del 1889 redatta dall’ing. Guglielmo della Cella.

Informazioni Turistiche

In completo abbandono

Info e Segnalazioni

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