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Palazzo Farnese

Piacenza
Palazzo Farnese

Situato ai margini della città, separato dal nucleo abitativo, ancora oggi Palazzo Farnese comunica un senso di maestosa severità.
Negli anni 50-60 del 1500 per volere della duchessa Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese, il palazzo venne fatto costruire nell’area dove era ubicata la Cittadella Viscontea, con lo scopo di erigere una residenza ducale, che fosse luogo di rappresentanza e simbolo della potenza della famiglia Farnese.

Il Palazzo Farnese immaginato da Margherita doveva essere simbolo del potere appena riconquistato dai Farnese.
L’assenza di una vera e propria facciata conferisce al palazzo l’aspetto di un blocco stereometrico e richiama altre costruzioni vignolesche, come il già citato Palazzo Farnese di Caprarola e quello di Roma. Si possono istituire ulteriori confronti con il progetto contemporaneo per un’altra residenza di sovrani, il Palazzo del Louvre, progettato dal bolognese  Sebastiano Serlio, architetto che con i suoi trattati influenzò molto il percorso del Vignola.

Le grandi nicchie diagonali, della stessa larghezza degli archi del loggiato, conferiscono maggiore ampiezza allo spazio del cortile, e trovano come illustri confronti le realizzazioni bramantesche nel Cortile del Belvedere, le soluzioni di Antonio da Sangallo il Giovane nella porta di Santo Spirito, e la crociera della Basilica di San Pietro ideata da Michelangelo, costituendo un’ulteriore elaborazione, stimolo per le generazioni successive.
Le molteplici finestre rendono intuibile il gran numero di stanze e la grandiosità degli ambienti interni: la funzionalità si coniuga con l’elegante raffinatezza. Sul lato del cortile opposto all’ingresso doveva essere costruita la cavea del teatro all’aperto, destinato al divertimento dei duchi e della loro corte.


La costruzione di Palazzo Farnese si deve alla volontà della duchessa di Parma e Piacenza, Margherita d’Austria, figlia di Carlo V e moglie di Ottavio Farnese. Mentre Ottavio preferì risiedere a Parma; Margherita scelse di dimorare a Piacenza.

L’incarico di costruire la nuova residenza fu inizialmente affidato all’architetto urbinate Francesco Paciotto. Nel primo progetto del palazzo, realizzato nel 1558, si proponeva di utilizzare le vecchie fondamenta del castello visconteo, fatto costruire da Galeazzo Visconti nel 1352, situato ai margini della città, verso nord, non lontano dalle rive del fiume Po. La prolungata assenza dell’architetto, e i problemi legati all’impossibilità di utilizzare le antiche fondamenta, suggerirono ai duchi di rivolgersi ad un altro architetto, legato alla casata farnese, Jacopo Barozzi detto il Vignola.

Nel progetto, datato 1561, approvato dai duchi, il Vignola pensò di ingrandire le quattro ali dell’edificio e aumentare la grandezza del cortile, abbandonando l’iniziale idea di costruire sulle preesistenti architetture viscontee.

L’impresa si concluse nel 1602; la mancanza di fondi impedì la completa realizzazione del progetto, infatti la parte effettivamente costruita corrisponde a poco meno della metà dell’edificio ideato dal Vignola e mancano molti degli elementi decorativi previsti.

La decadenza del Palazzo iniziò con l’estinzione dei Farnese e il passaggio dei loro beni ai Borbone. Nel 1734 Carlo di Borbone, divenuto re di Napoli, trasferì quadri e arredi da Piacenza alla città partenopea.
Palazzo Farnese venne saccheggiato dalle truppe napoleoniche nel 1803, il palazzo venne poi occupato dai senza tetto durante la seconda guerra mondiale.

Nel 1965 l’Ente per il Restauro di Palazzo Farnese, appena costituito, iniziò ad occuparsi del recupero del palazzo. Nel 1976 il complesso farnesiano, ancora di proprietà demaniale, venne concesso in deposito al Comune di Piacenza che lo destinò a sede dei Musei Civici

Nel 1988 venne inaugurata la prima sezione dei Musei Civici; la struttura museale crebbe negli anni successivi fino ad ospitare le attuali sezioni. All’interno si trovano tantissimi reperti come il Fegato Etrusco . Alla fine del 2014 il Palazzo diventa di proprietà comunale.

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