Per chi vive a Piacenza o per chi visita la città per la prima volta, c’è un elemento immancabile sui banconi dei bar del centro, tra un caffè e un bicchiere di vino: una copia spiegata di Libertà.
Non si tratta di un semplice organo di stampa locale, ma di un autentico patrimonio collettivo. Fondato alla fine dell’Ottocento, è uno dei quotidiani più antichi e longevi d’Italia, capace di accompagnare e documentare oltre 140 anni di vita cittadina, eventi storici e trasformazioni sociali della provincia.
La Nascita nel 1883: Il Sogno di Ernesto Prati
La storia del giornale inizia sabato 27 gennaio 1883, quando il trentenne Ernesto Prati pubblica il primo numero della testata con il nome originale “La Libertà”.
La prima redazione apre in via San Pietro, mentre le copie vengono impresse nella Tipografia Sociale di via Roma prima di trasferirsi in una sede tipografica autonoma. Nell’editoriale d’esordio, Prati definisce la linea editoriale con una dichiarazione rimasta celebre:
“Il nostro programma si riassume in un’unica parola: Libertà. […] Ma che la libertà non sia licenza, non si scompagni mai dall’ordine”.
Alla scomparsa del fondatore nel 1920, la guida del quotidiano passa al figlio Filiberto, consolidando il legame tra la famiglia Prati e la testata.
Dalle Tensioni del Novecento alla Rinascita del Dopoguerra
Il percorso del quotidiano ha attraversato tutte le grandi prove del Novecento:
La Parentesi della Censura Fascista
Negli anni Venti, l’impostazione liberale del giornale entra in contrasto con il regime. Nel gennaio 1927 la testata è costretta alla fusione forzata con il foglio fascista locale, diventando “La Scure – Libertà”, fino alla totale rimozione della parola “Libertà” nel 1938. Le pubblicazioni si interrompono bruscamente il 13 maggio 1944, quando i bombardamenti alleati colpiscono e distruggono la sede storica di via delle Benedettine.
Il Ritorno in Edicola nel 1945
Conclusa la Seconda guerra mondiale, la voce della città rinasce il 22 agosto 1945. Sotto la guida di Ernesto Prati nipote e del fratello Marcello, Libertà torna nelle edicole con un’edizione speciale di sole due pagine venduta a una lira, segnando simbolicamente il ritorno alla democrazia e alla vita civile per tutta la comunità piacentina.
Un Laboratorio di Innovazione: Dal Cartaceo al Digitale
Pur mantenendo salde le proprie radici nel tessuto dei vicoli e delle vallate piacentine, il giornale ha saputo anticipare le novità del settore editoriale:
- L’Uscita Quotidiana e il Lunedì: Dal 19 gennaio 1970 il giornale copre l’intera settimana grazie al debutto di Libertà Lunedì, particolarmente atteso per le cronache sportive locali.
- Pionieri del Web: Nel 1995 nasce Libertà OnLine, una delle primissime esperienze di quotidiano su internet in Italia, premiata per la sua natura innovativa dalla Fondazione Pio Manzù.
- La Riforma Grafica: Nel 2008 la testata saluta lo storico formato lenzuolo (broadsheet) per passare al più maneggevole formato tabloid interamente a colori.
L’Archivio Storico: Un Tesoro Aperto a Tutti
Oggi il patrimonio storico di Libertà è custodito nella storica sede di via Benedettine e consultabile sia per motivi di studio che di semplice curiosità.
Grazie alla digitalizzazione curata in collaborazione con la Biblioteca Comunale Passerini-Landi e la Regione Emilia-Romagna, decenni di fascicoli d’epoca sono accessibili online: un viaggio a ritroso nel tempo tra vecchie inserzioni pubblicitarie, cronache di quartiere e grandi eventi che hanno fatto la storia della città.
Il Rito del Giornale al Bar
Passeggiando la mattina in Piazza Cavalli o sotto i portici del centro, ordinare una colazione tipica sfogliando le pagine di cronaca locale di Libertà è il modo migliore per sintonizzarsi sui ritmi della città e scoprire gli appuntamenti, le sagre e le manifestazioni in programma nel fine settimana.

