La Collegiata di Santa Maria Assunta sorge in località Borgonovo Val Tidone, all’interno del centro abitato, preceduta da un sagrato cui si accede da una scalinata di quattro gradini in pietra, con orientamento Nord-Sud. La facciata neogotica, in mattoni a vista è a vento, mono cuspidata, rinserrata agli angoli da robusti contrafforti. Due contrafforti percorrono anche la facciata al centro per metà altezza.
I rampanti del tetto cosi come i fronti laterali, sottogronda, sono percorsi da una cornice ad archetti pensili. Al di sopra dei contrafforti laterali e al colmo del tetto si innalzano pinnacoli ottagonali, su due ordini, con colonnine ed archi a sesto acuto, al secondo ordine, coperti con guglie coniche in laterizi.
Al centro e ai lati, nella parte alta della facciata si aprono tre rosoni strombati, quelli ai lati con pilastrini a raggiera in cotto. Al centro si apre l’unico portale, con stipiti in marmo, sormontato da una lunetta dipinta con la raffigurazione della Madonna tra santi, opera del prof. Franco Corradini. I fronti laterali sono a salienti, in mattoni a vista, scanditi da alti contrafforti in quattro campate con, nella parte inferiore e superiore, finestre a sesto acuto strombate.
Sul retro l’abside poligonale è forata da quattro finestre a sesto ribassato.

Cenni Storici
La Collegiata di Borgonovo è il risultato dell’evoluzione dell’architettura padana nel corso del XIII-XIV secolo, verso un’autonomia espressiva tra la suggestione di nuove forme nordiche e la tradizione romanica. La torre campanaria romanica, è quadrangolare e risale alla prima metà del Duecento. Il resto dell’edificio, più tardo, si appoggia alla torre stessa. L’opera gotica è giunta ai giorni nostri quasi intatta.
Tre lapidi recitano: Jus patronatus communitatis Burginovi MCCXXVII. Il primo impianto della fabbrica risalirebbe ai primi decenni del XIII secolo, ma in un documento del XVII secolo si parla di una chiesa “ampliata et de novo extructa”, in occasione della nuova consacrazione avvenuta il 21 settembre 1455 da parte di Monsignor Campesio.
La ricostruzione fu necessaria in seguito ai danni subiti dalla chiesa duecentesca dovuta alle devastazioni sofferte dal paese nel corso del XIII-XIV secolo.
