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Palazzo Scotti di Vigoleno

PALAZZO DEL GOVERNO DI PIACENZA
Il Palazzo fu realizzato sull’area venutasi a liberare a seguito di un rovesciamento politico, avvenuto nel 1304, che comportò la demolizione, a furor di popolo, delle case di Alberto Scotti e dei suoi familiari, evento che  viene storicamente ricordato come “Il Guasto”. Gli accordi per una nuova costruzione (1717-1726) furono presi con l’architetto Ignazio Cerri e suo figlio Paolo. L’edificio è caratterizzato da una forte componente classicista, tesa verso una struttura semplice e lineare, ma di notevoli dimensioni, come si evince dall’ingresso del grande portale con il massiccio balcone  in granito lavorato a volute con sottostante stemma gentilizio e il nome del marchese Filippo e dal grandioso atrio a tre navate.

L’andamento dello scalone nel grande vano a pianta quadrata presenta una configurazione inconsueta e fortemente monumentale per i solidi pilatri quadrati, considerata di stampo romano. Splendido il salone d’onore integralmente affrescato con porte adornate di finte cornici marmoree e con trofei militari alle pareti. Gli autori dell’importante apparato figurativo della volta del salone sono Bartolomeo Rusca, per il gruppo delle figure (Carro trionfale del Merito, seguito dal Tempo prigioniero e preceduto dalla Fama che tiene stretta la Fortuna, allegoria celebrativa della famiglia Scotti da Vigoleno), mentre gli affreschi relativi ai motivi architettonici sono riconducibili ai fratelli Giuseppe e Francesco Natali. Dal 1875 il Palazzo appartiene al Governo, che lo ha destinato a sede della Prefettura.

CENNI DI STORIA SUL PALAZZO
La Prefettura di Piacenza ha sede nello storico palazzo monumentale “Scotti di Vigoleno”, che prende il nome da una delle quattro potenti famiglie che durante il Medioevo esercitavano il potere della città, e che denominava il quartiere in cui sorgevano gli edifici di sua proprietà. Il palazzo fu edificato dal Marchese Filippo, che iniziò i lavori nel 1717, per terminarli un decennio dopo. Ai primi del 1700 a Piacenza le famiglie della più antica nobiltà e quelle dei ricchi mercanti di nobiltà recente si contendevano il primato della sontuosità e della eleganza delle dimore. Il Marchese Filippo affidò i lavori all’architetto Ignazio Cerri per far erigere un palazzo adeguato alla sua illustre famiglia e per preparare un appartamento separato per il suo primogenito Francesco, promesso sposo a Maria Lucrezia Pallavicino di Busseto e di Zibello. I costi della costruzione furono molto elevati. La dimora era abitata da una numerosa famiglia, assistita da molti servitori. La decorazione interna fu affidata a Francesco Natali e Bartolomeo Rusca, i migliori artisti operanti a fresco in Piacenza, che crearono una serie di affreschi che si distingue per alta qualità e per originalità fra gli esempi delle decorazioni di Piacenza del 1700 e inizi del 1800.

La grazia settecentesca dei dipinti fanno trasparire un gusto plastico e teatrale tipico del tardo barocco. Il Rusca, che ebbe come referente culturale la vena decorativa dei maestri genovesi, fu un artista dotato di una notevole capacità di assimilare e di arricchire la propria cultura, riscuotendo notevole successo fra la famiglie più in vista di Piacenza. Il fastoso salone d’onore del palazzo Scotti di Vigoleno (c.d. Sala delle Armi per le raffigurazioni alle pareti), complesso di straordinaria portata, è caratterizzato dalla volta raffigurante il “Trionfo di casa Scotti”, che rappresenta figure allegoriche dalla cromia vivace e fresca. Alla morte del Marchese Gaetano, nel 1876, nessuno dei coeredi volle rilevare il palazzo di famiglia, considerato di alto valore ma di nessun reddito, che, pertanto, venne venduto per settantamila lire all’Amministrazione Provinciale di Piacenza. La famiglia Scotti abbandonò, quindi, la sua dimora e i suoi componenti si stabilirono in vari palazzi di Piacenza.

L’Amministrazione Provinciale stabilì di trasferirvi i propri uffici e quelli della Prefettura, decidendo che nell’ala occidentale sarebbero stati alloggiati gli uffici della Prefettura e della Provincia, utilizzando il salone grande per le riunioni dell’amministrazione, mentre il restante dell’appartamento al primo piano sarebbe stato adibito agli uffici della Prefettura e ad alloggio del Prefetto; nell’ala nord doveva sistemarsi il Provveditorato agli Studi, al piano terreno la Questura e al secondo piano altri uffici. In seguito rimasero soltanto al piano terreno gli uffici della Questura e al piano nobile l’alloggio del Prefetto, mentre il resto dei locali è stato adibito ad uffici della Prefettura. Nel marzo 1997 la Questura ha trasferito i propri uffici presso la nuova sede di viale Malta. Nei giorni successivi al 25 aprile 1945 gli uffici vennero saccheggiati dai fascisti e poi dai partigiani, ed un incendio determinò la perdita di importante documentazione storico-archivistica.

FONTE

Libro “Il Palazzo della Prefettura di Piacenza”Autori Vari

Info&Contatti

  • Via San Giovanni, 17 - 29121 Piacenza, Italy
  • prefettura.piacenza@interno.it
  • Per la visita fare richiesta alla Prefettura
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