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Castello di Sarmato

Il complesso è formato dal castello e dalla rocca, che formavano in passato un tutt’uno con l’antico nucleo abitato del paese. Il castello vero e proprio ha la pianta ad “U” con corpi di fabbrica in mattoni dominati dal mastio quadrato. La rocca che è il corpo più antico, è situata ad ovest e presenta muri di maggiore spessore, tracce di finestre ad archi acuti, ora murate, e una decorazione a denti di sega. Interessante è anche la torre a pianta esagonale. Per raggiungere il castello, si oltrepassa un arco a sesto acuto e merlatura a coda di rondine, con accesso minore pedonale, anch’esso archiacuto. Originariamente i passaggi erano muniti di ponte e passerella levatoi, come si può percepire dagli incastri ancora evidenti, che testimoniano la presenza del fossato. Il castello si trova a meridione del borgo. Il corpo di fabbrica di maggior spessore ed altezza, collocato a occidente, conserva la tipica decorazione del Trecento padano, a denti di sega ottenuti con mattoni sporgenti e finestre archiacute murate. I fronti esterni più bassi, a meridione e a oriente, sono coronati da merli murati e nel punto di intersezione si eleva una torre. Il castello, al suo interno, ospita l’archivio di casate nobiliari, ed uno studiolo, dove avvenivano incontri culturali, letterali e musicali, impreziosito da affreschi tardo gotici attribuiti a Bonifacio Bembo. A lato del castello, è “La Rocchetta”, edificio adibito nel XV secolo a sede del presidio militare e a prigione. L’immobile fu trasformato da un ramo degli Scotti di Sarmato a residenza di campagna, nel XVII secolo.

Secondo una suggestiva leggenda sarebbe stato eretto dai barbari Sarmati che avrebbero dato il nome anche alla località di primaria importanza strategica, poiché posta a poca distanza dal Po e da Castelsangiovanni. È presumibile che un borgo fortificato esistesse già nell’anno 1216, quando nel giorno di Pentecoste vi si riunirono le milizie piacentine e milanesi prima di muoversi verso i fortilizi pavesi. Il castello di Sarmato costituì infatti, assieme a Castel San Giovanni e a Borgonovo uno dei più importanti avamposti preposti dalla guelfa Piacenza alla difesa della Val Tidone contro le incursioni nemiche, non escluse quelle sferrate dalla ghibellina Pavia. Nel 1270 il Castello, tenuto dai Pallastrelli, fu gravemente danneggiato da Ubertino Landi, signore di Bardi, in una delle sue scorrerie. Nel 1376 i guelfi riuscirono a conquistare il castello e ad imprigionarci Bartolomeo Saccamelica, che teneva il fortilizio per conto di Galeazzo Visconti; questi riuscì ad evadere ed a riottenenere il castello appellandosi a Galeazzo.

Nel 1410 il castello, divenne di proprietà della famiglia Scotti, insidiata qualche anno dopo dagli Arcelli. Nel 1412, infatti, a Filippo e Bartolomeo Arcelli venne attribuito il titolo di conti da Filippo Maria Visconti, ma a seguito del contrasto tra il duca e gli Arcelli, essi abbandonarono il castello spontaneamente per evitare di sostenere l’impatto delle truppe ducali, comandate da Francesco Carmagnola. Nel frattempo Alberto Scotti, alleatosi con Filippo Maria Visconti, rientrò in possesso del fortilizio, nuovamente riconquistato dagli Arcelli nel 1439. A questa nobile famiglia, che nel 1517 partecipò con tre galere alla battaglia di Lepanto, rimase fino alla sua estinzione, avvenuta nel 1863. In tale data per successione il castello passò ai conti Zanardi Landi che lo conservano tuttora.

Info&Contatti

  • Via Castello, 28 - 29010 Sarmato, Rottofreno
  • Il castello è visitabile solo esternamente.

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